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13 marzo, giorno 4

Inutile partire dai numeri. Sono tristi e poco rassicuranti. Quindi, oggi parlo solo di cose positive.

Ce ne sono. Ho trovato molto bello il canto spontaneo dai balconi e dalle finestre delle varie città alle 18, anche se un filo melodrammatico: in fondo, ribadisco, stiamo tutti bene e la “pandemia”, per dirla con l’oms, sta affliggendo lo 0,1% della popolazione italiana. Certo, è corretto non sottostimarla, è corretto adoperarsi con tutte le misure, ci sono zone specifiche con percentuale ben più alta ma…come on! A me dispiace molto per l’aspetto economico, per chi è a casa senza poter lavorare, i negozianti, tutti coloro che sono direttamente e indirettamente colpiti non solo e non tanto nella salute ma anche e soprattutto nel portafoglio. So che è un discorso delicato, ma nel prendere tante decisioni (giuste) bisogna anche cercare di curare i risvolti psicologici delle persone, predisponendo piani anti panico, anti psicosi e affiancando (credo che l’UE lo abbia capito) anche imponenti misure di sostegno a chi è in difficoltà.

Noi a casa tutto bene. Siamo solo all’inizio di questa quarantena quindi vediamo cosa accadrà nel corso dei giorni, ma stiamo gestendo questa situazione cercando di trarne delle opportunità: telelavoro, compiti anche domestici e agricoli per le bambine, lettura, musica e film, etc. Stesso approccio che stiamo cercando di portare nelle dirette Facebook da Le Tre Rane.

E oggi, a casa con le bambine, abbiamo concluso anche la semina dei pomodori: speriamo che la germinazione sia alta.

E stasera mi aspetta un delizioso zampone di maiale con le patate. Il vino non mancherà.