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Il bagno turchese di Bisarno

A Bisarno abbiamo un bagno molto particolare. Non appariscente nè esagerato ma capace di restituirmi alla quiete dopo giornate lunghe ed esautoranti. Nel mio immaginario di casa ideale il bagno ha sempre rappresentato l’alcova dell’individualismo. A differenza della cucina, della stanza del camino, dell’aia, tutti ambienti che si valorizzano per la loro forza aggregativa e socializzante, nel bagno si deve stare bene noi stessi. È l’unico pertugio dove non voglio nessuno, in nessuna situazione, nemmeno per un momento solo e non solo quando leggo e rifletto assiso lungamente sullo scranno! In questo bagno ho installato una vasca. Chi mi conosce sa già che è un tradimento a certi miei assunti pro-doccia che pensavo radicati e immutabili. Non c’è stata a farmi cambiare idea soltanto la pertinacia della mia dolciastra metà ma anche e soprattutto la possibilità della sua collocazione in un punto focale della stanza: poggiata sul pavimento in resina grigia ai piedi della finestrona ad arco che guarda la Pievecchia. Una vasca con vista in cui ho avuto finanche io il piacere di immergermi e perdermi nella lettura e nel piacere delle visuali e delle prospettive godute da quel punto di vista. La cartolina fuori, ovviamente, ma non solo: il bagno ha dei setti di mattonelle in cotto vetrificato color turchese, che salgono in verticale a terra a evidenziare i due sanitari, la testa della vasca e il mobile in legno che è poggia-lavabo, struttura contenitore e scala al contempo. Si, scala perché il bagno ha un soppalco, un sottotetto la cui parete è a vista in mattoni antichi e ci si accede da questa scala inserita nel mobile per il lavabo. Veramente suggestivo. Infine il soffitto in travi e correnti in legno che intelaiano il cotto storico.

Il soppalco
Entrando in bagno
Il mobile scala