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Crepuscolare

Stiamo entrando nell’autunno e io mi sento crepuscolare. L’estate da poco conclusa è stata meravigliosa, carica di novità e di eccitanti stimoli. Ora è come se queste temperature più basse, il freddo vento di tramontana che già soffia a Bisarno, i primi malesseri bronchiali che si sono palesati in queste ore, mi avessero spento questo fuoco d’azione e pensiero così ardente nella calda estate, esautorato le energie e affondatomi nella mia veste più riflessiva e malinconica.

Ci si alza a fatica dalle coperte ormai tirate su. Al risveglio nessuna finestra viene aperta per non far entrare il freddo. Molti insetti che fino a qualche giorno fa infastidivano brulicanti giacciono storditi e moribondi a terra. Svolgiamo i nostri riti mattutini con indolenza perchè la sveglia suona presto e i nostri doveri (seppur accolti con entusiasmo, soprattutto dalla neostudentessa Matilde, in forza alle elementari) chiamano.

La sera torno a casa e la luce è già fioca. Un vino non giovane ad allentare il mio giudizio morale (l’altro giorno un Bucerchiale 2007, un Chianti Rufina cerebrale, complesso, verticale, intimista e continuamente mutevole, di cui vedo da casa le vigne già ingiallite), la compagnia di un libro nichilista e spietato come il Kent Haruf de “Il canto della pianura” al silenzio delle altre che dormono, notti gonfie di sogni e vividi e torbidi e sofferenti che rivangano un passato mai risolto – come questa appena trascorsa – e in un soffio siamo già nel nuovo giorno.

Come combattere il crepuscolarismo