Favignana e i Florio

Da un anno circa ho, abbiamo scoperto, attraverso la lettura del consigliatissimo Leoni di Sicilia (e il suo seguito, L’inverno dei Leoni), di Stefania Auci, le gesta della dinastia Florio.

Forse una delle avventure più entusiasmanti del nostro viaggio è stata la giornata in gommone a Favignana.

Favignana. La Tonnara dei Florio! Finalmente l’ho vista coi miei occhi turgidi di emozione.

I Florio sono indiscutibilmente fra le più grandi famiglie che la storia di Italia abbia mai avuto, e sono tutt’ora perplesso dal perché abbiano goduto di così poca letteratura, a differenza degli Agnelli, dei Medici, dei Borgia, dei Farnese, degli Olivetti, dei Ferrero, di tutte quelle stirpi che, arrotolando alla confusa secoli e regioni, con le loro gesta hanno pitturato a bello l’Italia.

Forse perché i Florio erano dei “pezzenti” di Bagnara Calabra che a fine Settecento, mangiati dalla miseria e dalla fame e – dopo un devastante terremoto – tentarono la fortuna approdando con una bagnaruola a Palermo?

A Palermo in zona porto aprirono una “putia”, una botteguccia, per cercare di sopravvivere, da subito, e col crescere della loro fama, divennero invisi, mal visti alla gelosa e conservatrice nobiltà siciliana: si legga il sublime romanzo Il Gattopardo per capire lo “scontro”, a fine Ottocento, fra chi è nobile e chi è sine nobilitate.

Il resto è storia. Con etica del lavoro, fiuto, ricerca del bello, determinazione feroce, un pizzico di arrivismo dovuto alla fame, diversificazione delle attività, curiosità culturale, ai Florio dobbiamo la costruzione della migliore Sicilia.

Dal commercio di spezie e zolfo, ai trasporti marittimi (loro hanno fondato la Tirrenia!), al vino (mai assaggiato il Marsala Florio o visitato le cantine?), alla cattura e alla lavorazione del tonno (ai Florio si deve lo standard oggi mondiale del tonno in scatola lavorato appena catturato), alla realizzazione di splendidi ville e palazzi in zone apparentemente inconcepibili per la mentalità dei tempi (per esempio Villa Florio accanto alla Tonnara a Favignana e a Scopello), alle auto (la Marca Florio è stata una delle gare automobilistiche più glamour nelle Madonie), ai legami con l’Inghilterra per l’introduzione delle macchine a vapore, ai sostegni dati alle forze politiche minoritarie…

Una famiglia illuminata, che purtroppo per il mutare dei tempi ha visto il declino e il fallimento ma che in un’ultima signorile istanza non ha lasciato debiti.

A Favignana sono arrivato con questi pensieri. E via mare, col turchese delle acque, il tufo locale con cui era stata edificata la tonnara, con gli archi modello cattedrale, è stato per me una emozione incredibile che il clima vacanziero ha ulteriormente accentuato: nuotare con la famiglia e le bambine in quelle acque incantevoli, esplorare le calette, attrarre i pesci con delle minuzzole di pane, ascoltare un po’ di musica leggerissima cullati dalle onde…

Che meraviglia.

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