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Hong Kong e le emozioni irrefrenate

Anche questi due giorni a Hong Kong sono conclusi. Mi trascino fra aeroporti e attività di lavoro con un po’ di stanchezza che sto facendo fatica a recuperare.

La mia giornata lavorativa a HK è stata caratterizzata dall’evento di James Suckling al Four Seasons, nel giorno in cui Ruffino, il 7 dicembre 2017, compiva i suoi 140 anni. Il 7 ricorre in Ruffino e si intreccia con la mia biografia: io sono nato nel 1977. Ruffino nel 1877. Riserva Ducale nel 1927 e la Oro nel 1947. Sono entrato in azienda nel 2007. E ieri eravamo al tavolo 77.

Di sera ho cenato in un posto molto suggestivo a Central, chiamato Tokyo-Lima, un ristorante nippo-peruviano (una disfida di bontà fra sushi cevichizzati e ceviche sushizzate, bagnata di pisco e sakè) insieme a due mie colleghe di Constellation che vivono a HK.

Non ho avuto tempo per me, in questo viaggio sono praticamente sempre fra aeroporti, aerei ed eventi: ho soltanto fatto una breve passeggiata defatigante vicino l’hotel, a Causeway Bay, e ho ritrovato l’Hong Kong che mi è sempre piaciuta moltissimo: i soliti contrasti che dominano in Asia ma qui molto più risolti, una occidentalizzazione spinta che però non ha fatto terra bruciata delle sue origini, una certa eleganza fra grattacieli, baracche, persone in abiti firmati e mendicanti in ciabatte, vecchie botteghe (ho visto uno dei più antichi negozi della città: un anziano signore che in un bugigattolo stampa con la sua piccola stamperia di primo Novecento) e negozi di lusso in grattacieli slanciati, montagne rigogliose e il mare che connette a Kowloon solcato da antiche barche e moderni panfili.

Più volte mi è presa un po’ di tristezza a parlare dei recenti avvenimenti, dai quali sono lontano migliaia di chilometri ma che bruciano forte qui dentro di me. Molti sapevano di Edoardo e volevano sapere di più – altri non sapevano proprio, e io non sono riuscito a trattenere le emozioni, mai.
Questo viaggio non è emotivamente facile, ma lo sapevo: sto cercando di eseguirlo con tutta la professionalità e passione possibile. A testa bassa e con gli occhi aperti verso i tanti stimoli positivi e vitali che il viaggiare riesce a donare.

Ultima tappa, la Thailandia.

Contrasti
Il paradiso per i laici
Una bella zona: Central
Una fabbrica in un garage: una tipografia ancora attiva…
Io e le mie colleghe alla degustazione
Smarrito nella notte honkongese