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Il pollaio di Bisarno

LC2, BuonBrodo (per le amiche pennute: BiBi), Omelette, Frittella e Orazio.

I nomi delle galline, e del gallo, del pollaio di Bisarno.

Sono ormai parte della nostra routine familiare. Come i gatti. L’orto. I nostri litigi. Una chiassosa compagnia che avevamo deciso di concederci per allegrare il primo lockdown e di cui ora, – volpi, arrosti, faine a parte – non sapremmo più rinunciare.

E, come coi gatti (che prima odiavo, e ora ho una colonia felina istituita a mio nome), anche i polli, che prima solo mangiavo con insaziabile appetito, ora sono una nutrita famigliola con cui non di rado mi intrattengo a ragionare. E che continuerò a ogni modo a mangiare.

Allora, dicevo: ci sono 4 galline e un gallo. Ognuna, e ognuno, ha il suo carattere. Ah, questa è la prima e ultima volta che distinguo il genere. Tenderò sempre a declinare il pollaio al femminile: del resto l’apparato sessuale e riproduttivo del gallo non rende onore al concetto di mascolinità…

Tutte sono di indole affettuosa e con precipue e distinte note comportamentali, e gusti e atteggiamenti. Iniziamo dalla veterana, la più vecchia, la fulva, mite e affettuosa LC2…