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L’arco policromo e una semplice cena

Stasera una cena gradevole, con le bambine stanche per una giornata piacevole e intensa e noi in ferie, seppur per un breve lasso, dopo una stagione epica, ricca di cambiamenti, preoccupazioni, novità, sfide ma che non cambieremmo per nessuna delle altre precedenti. Ci siamo goduti una cena parca: una bottiglia di vino, una caprese ingentilita dai pomodori dolci e maturi dello zio Luigi, fagiolini lessati conditi con salsa di soia e tante chiacchiere. Ci stiamo ambientando a Bisarno e seppur i lavori siano ancora tanti, svolgerli vivendoci ci preoccupa un po’ meno e ci diverte assai di più. Oggi anche la facciata ha vissuto un bel progresso, con l’arco policromo restituito al suo antico splendore. Vi era infatti nella facciata interna un arco essenziale e contadino, murato solo con lo scopo di sostenere e non di abbellire, costruito con quel che si aveva, materiali vari che gli donavano un che di magico e variopinto. Il tempo lo aveva mangiato e oggi rivederlo ripristinato, gustando un calice di vino mentre la prima brezza della sera raffrescava un po’ l’afa diurna, è stato proprio bello.

Uno degli archi di sostegno più suggestivi, composto da materiali diversi che donano cromie differenti.