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La Bizzarria e la rinascita dei Medici

Ecco i frutti del “Bizzarria”: a me sembrano bellissimi!

Questa mattina io e Matilde ci siamo alzati ben prima del solito, alle 6.50, per andare a fare un’avventura da un vivaista a Pescia, a caccia di un agrume di cui mi ha raccontato le gesta la prima volta la mia amica Laura Bati. 

Una storia, quella di questo agrume, che mi ha stregato e che io trovo affascinantissima. Tutto si é svolto nel Rinascimento, quando Firenze si definí al mondo per la sua magnificenza. Una magnificenza che tutti noi amiamo e associamo alle meraviglie architettoniche, artistiche e culturali che la hanno plasmato, ma che in realtà, nella visione socio-politica della famiglia che accompagnò, anzi – guidò, questa rinascita, i Medici, si doveva attuare in tutti gli scibili. A Firenze l’uomo, l’homo, nel sogno Mediceo, doveva riconquistare la propria centralità, scrollandosi di dosso la visione teocentrica del Medio Evo che lo relegava a passiva creatura senza volontà in balia del destino (alias, l’imprevedibile volere di dio): non a caso tutta l’arte medievale é sacra, cioè ispirata a soggetti della Bibbia. Ecco, a Firenze, sotto la dinastia medicea, questa centralità, questa riscoperta dell’ego, della persona, questa rinascita appunto sarebbe stato possibile eccellendo in tutte le discipline umane.  Non solo quelle umanistiche ma anche quelle scientifiche. Tutti i grandi del tempo, attratti da questo spirito laico e innovatore, pagati per scoprire, creare, innovare, si ritrovarono quindi a Firenze e in Toscana, una terra che ha sempre chiamato il bello, naturalisticamente già splendida, che si trattasse di un cipresseto, di una fattoria, di un borgo turrito o di un palazzo di città. Un mecenatismo che portò a Firenze i migliori artisti, ma anche scienziati, del tempo, dando vita al Rinascimento.

Il mitico “Mano di Buddha”

I vari membri della famiglia dei Medici esigevano che si eccellesse in qualsiasi ambito. Abbiamo già parlato di Caterina dei Medici e alla sua invenzione della gastronomia e della profumeria. Delle scienze farmaceutiche. Pochi sanno, e in pochi hanno scritto, che i Medici avevano anche una grande passione per le piante, per la botanica, anche in funzione officinale e per portare buon odore a una città che, come tutte nel mondo, non aveva ancora sistemi fognari funzionanti.

Infatti, grazie a Marco Polo e ai grandi conquistatori, erano arrivati in città dal Medio Oriente e dal Lontano Oriente. delle piante splendide, seppur molto fragili, dai profumi elegantissimi e dai frutti buoni e sani: arancia, limone, cedro. Ecco, i Medici decisero che i grandi agronomi che curavano gli ubertosi e geometrici giardini delle loro proprietà creassero un agrume di Firenze, una pianta mai vista che avesse le caratteristiche meravigliose degli agrumi arrivati in città ma che fosse solo di Firenze: un Rinascimento la cui epitome non fosse rappresentata “solo” dai capolavori dell’arte ma, in questo caso, anche da un albero di agrumi, il più eccellente, creato a Firenze.

Non ricordo il nome di questa meraviglia…

L’idea era la stessa che ha generato innovazione, scoperte, capolavori fuori dal tempo ma, agli zelanti agronomi alla corte dei Medici, qualcosa andò storto. Ancora le tecniche di innesto e ibridazione si basavano su Plinio il Vecchio, Varrone e Virgilio e, pur con grandi mezzi, volontà e i migliori talenti, quello che venne fuori fu una creatura bizzarra, un po’ cedro, un po’ limone, un po’ arancia ma senza purtroppo assumere mai caratteristiche specifiche di un nuovo agrume. E non solo: i frutti che nascevano da questa pianta avevano striature di vari colori e una superficie rugosa e piena di bozzoli ed escrescenze. Il senso del gusto dei Medici, ancora legato a un senso del bello fatto di armonie e perfezione, congedò la pianta come “bizzarra” e rispedì a casa con rabida ira gli agronomi coinvolti nella fallimentare operazione agronomica. 

Eppure, quella pianta da quel giorno ha continuato a essere prodotta, a vivere di una sua vita. Ha assunto il nome di “Bizzarria” e, i gusti del Novecento gli hanno destinato una lettura freak e inusuale, che la hanno riposizionata fra gli agrumi più spettacolari e rari.

Bizzarria, l’agrume dei Medici, é una pianta comunque ancora poco diffusa e ho dovuto penare non poco per trovarla. Oggi con Matilde ne abbiamo portata a casa uno splendido esemplare fiorito, che andrà a far compagnia agli altri freak della casa, quorum noi, in attesa di poter gustare quei frutti così brutti e belli al contempo che tanto indispettirono, ma ovviamente non frenarono, i Medici e il loro daemon di rinascita.

Missione compiuta!