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La ringhiera della finestrona della torre

La ringhiera della finestrona

ll primo nucleo di Bisarno, risalente al XIII secolo, a quasi 800 anni fa, è la torre, l’elemento centrale della colonica. Al primo piano abbiamo recuperato una finestrona con architrave lignea, lasciata a vista, probabilmente inizialmente poco più di una fessura d’avvistamento e poi allargata quando le necessità difensive erano venute meno (la torre era stata edificata per proteggere la sottostante gualchiera, edificio idraulico per la battitura della lana) e la torre stessa, dove la finestra si trovava, era già stata addizionata degli altri moduli architettonici e convertita in fattoria. Poi, passano gli anni, forse i secoli e di nuovo la finestra viene di nuovo rimpicciolita e rimurata, tamponata nella sua parte basale con dei mattoni (ed è così che l’ho trovata io quando ho acquistato l’edificio), forse per non far entrare nè troppo freddo nè troppo caldo.

Nel nostro progetto di restauro abbiamo deciso di riportare la finestra allo stadio intermedio, nel suo sviluppo più ampio, per regalare luce e restituire una sorta di ampia apertura verso il giardino. E questa è stata una delle riproposizioni più belle, secondo me. L’architrave in legno, quella semper illa, immutata, i montanti in alberese, poco sotto la base della finestra l’arco di sostegno di una ulteriore finestra sottostante, quest’arco anch’esso in alberese, tutto bianco, a incontrare murature nobili, dove prevale il sasso grande, candido, austero. Architettonicamente uno spettacolo offerto da artisti della pietra che si sono avvicendati nei secoli e che noi abbiamo cercato di rispettare e, senza tradire, proseguire.

La finestrona vista dalla stanza

Un solo problema si era creato al seguito dell’allargamento di questa apertura nella torre: era risultata un po’ pericolosa perchè la base della finestra nasceva pochi centimentri dal pavimento. Tanto più che ci troviamo nella stanza giochi delle bambine.

Abbiamo quindi rimediato introducendo un element nuovo, che sapesse integrarsi dialogando coi mastri muratori di ogni epoca: una ringhiera in ferro a protezione, che mantenesse comunque un senso estetico antico e forte. E secondo me il risultato è altamente soddisfacente: sembra quasi la finestra con ringhiera di una principessa chiusa in un castello, di una Giulietta Toscana, che un giorno farà calare i suoi lunghi capelli biondi per fuggire dalla prigionia o per far salire qualche spasimante. Penso in effetti alle mie bambine quando saranno grandi…e mi immedesimo da babbo. Peccato per lei, per loro e per i loro Romeo della situazione, che la torre abbia una ulteriore apertura, al piano superiore, l’ultimo piano, quello che poi sarebbe divenuto piccionaia, dalla quale il babbo, me medesimo, il re cattivo, lancerà senza pieta frecce appuntite verso i temerari!

Altra immagine: si apprezza sempre la ringhiera, ma si vede anche la finestra della torre, dove io tutelerò…