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L’Antica Grecia. Dioniso, lo spirito dionisiaco e il simposio. La storia del vino. Parte 5.

Il nostro mirabolante viaggio nel tempo fra le civiltà perdute approda adesso a lidi più noti: siamo nel primo millennio avanti Cristo e ci troviamo in Ellade. L’antica Grecia. Vino e convivialità trovano una prima definitiva consacrazione.

Intanto, in tutta la Grecia, isole incluse, la vite è coltivata con grande maestria. I Greci sono i primi grandi coltivatori di vite da vino della storia: i primi precetti agronomici provengono proprio da studiosi greci.

L’invenzione del vino è attribuita al dio Dioniso. Dioniso vaga per il mondo portando con sé il vino con un corteggio festoso e dissoluto di menadi, satiri e sileni. Il vino è correlato alla vita sessuale e al divertimento. Dioniso veniva celebrato coi riti dionisiaci, delle vere e proprie…orgie.

Il vino nella cultura greca è stato al centro della definizione psicologica del cosiddetto spirito dionisiaco, in opposizione, come modelli psicologici ancora oggi studiati, allo spirito apollineo. Lo spirito apollineo spiega la realtà tramite costruzioni mentali ordinate, negando il caos che è proprio della realtà e non considerando l’essenziale dinamismo della vita. Lo spirito apollineo è la componente razionale e razionalizzante dell’individuo. Lo spirito dionisiaco rappresenta l’essenza del creato nel suo perenne e selvaggio fluire, l’elemento primigenio del cosmo, l’irruzione spirituale della zoé greca, ossia l’esistenza intesa in senso assoluto, il frenetico flusso di vita che tutto pervade.

Henri Matisse, 1910, La Danza, Hermitage

In parallelo ai riti dionisiaci, ai greci si deve la prima canonizzazione di uno dei momenti conviviali cardini di tutta la civiltà mediterranea, il simposio. Il simposio è uno dei momenti più raffinati di fruizione del vino. E’ officiato da un simposiarca al cospetto dei simposiasti. Durante il simposio si danza, si discetta di letteratura, si canta e si gioca (fra cui il famoso cottabos). Si mangia anche. Le donne non sono ammesse, l’ars amatoria è consumata fra uomini o con schiave, artiste, prostitute. Da evitare l’hybris (l’eccesso, la tracotanza) del terzo bicchiere.

In un attimo, un breve tragitto navale e si arriva nella Magna Grecia e da qui nella nostra Roma.