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L’erba del vicino è sempre più verde.

Bisarno è un toponimo composto da tre macro unità abitative, il cui principale sviluppo si è avuto durante l’Ottocento mezzadrile, ma le cui origini risalgono fino al Medioevo, quando una raminga casa torre (il primo nucleo di casa mia) vigilava su un edificio proto-industriale, una gualchiera, deputata alla battitura della lana per mezzo di meccanismi azionati da dei mulini ad acqua.

Il toponimo Bisarno, infatti, indica una diramazione della Sieve, ai tempi assimilata all’Arno. La terza unità, dopo la mia casa torre e la gualchiera, è una fattoria leopoldina, costruita nel XVIII secolo a seguito alla riforma agraria voluta da Leopoldo della famiglia dei Lorena, che si succedettero ai Medici. A differenza delle case torre medievali, che hanno avuto uno sviluppo irregolare, le fattorie leopoldine rispondevano a un modello costituito a tavolino e pertanto presentano elementi architettonici armonici, simmetrici e lineari.

In questa fattoria leopoldina, elegante e raffinata, vive il mio vicino di casa Sauro con sua moglie Laura. Sauro l’ho tante volte nominato in questo blog come colui che con pazienza e bravura ha scolpito, grazie ai suoi potenti mezzi a motore agricoli, gran parte degli spazi esterni di Bisarno, movimentando terra e pietre.

Sabato sera abbiamo avuto l’onore e il piacere di essere invitati a cena da loro: hanno una veranda attrezzata, con forno a legna, barbecue e una accogliente tavolata per amici, oltre a due simpatici cagnoloni sempre attorno. 

Quello che abbiamo gustato non era una semplice pizza, ma una grande pizza, con impasto preparato in casa, pronto in palline da essere stese nella classica forma tondeggiante, guarnite a piacimento con ottimi ingredienti, infornate con la pala nel forno acceso fin dal pomeriggio, e poi condite con l’olio della casa: Sauro è anche un produttore di squisito extravergine da olivi situati nelle colline che guardano le nostre proprietà.

Insomma, una serata squisita, per la bontà delle pizze, per il modo in cui ci hanno accolto, per la piacevolezza con cui abbiamo fatto tardi senza neanche accorgersene.

Ah: abbiamo avuto modo anche di osservare il prato e l’orto curati da Sauro e Laura: è proprio vero, l’erba del vicino è sempre più verde. Ma ci arriveremo anche noi!