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Peripatetico a Düsseldorf. Io, Ruffino e la Prowein

In questi giorni sto facendo il peripatetico alla Prowein di Düsseldorf. Caracollo incravattato da uno stand a un altro (e per fortuna questa si che é una fiera con una organizzazione sublime) e cerco di acquisire conoscenze, come faceva Aristotele predicando in movimento le sue teorie: peripateticamente appunto. Ho camminato chilometri, hall dopo hall, stand su stand, ma ne é valsa la pena: ho rivisto persone, colleghi ormai amici da ogni dove, con i quali condividiamo questo circo colorato e cosmopolita che è il mondo del vino: chi vendendolo, chi curandone il marketing, o creandolo da agronomo o da enologo, o chi più semplicemente, quorum ego, raccontandolo.

Le giornate qui in Germania sono molto fredde, freddissime, una notte ha anche nevicato, ma per lo meno è tutto azzurro (vedo i raggi di sole filtrare qui dentro la fiera) e si intravede la primavera, per lo meno nelle intenzioni cromatiche del cielo. Per i profumi, accontentiamoci intanto degli odori di würstel, hot dog e del sushi che ci siamo concessi in una rapida pausa pranzo o nella splendida cena in un elegante ristorante di mare vicino agli iconici palazzi ondulati di Düsseldorf, lungo il Reno e non lontano dalla torre di televisione, simbolo di discutibile bellezza di molte città tedesche. Oh, ho scoperto che in questa città prospera una fiorente comunità giapponese e di conseguenza ci si mangia molto bene i grandi classici del Sol Levante.

Ruffino Italia sta vivendo un nuovo corso e acquisendo una centralità strategica e commerciale per alcuni dei marchi di Constellation in tutta la divisione EMEA, acronimo di Europa, Middle East e Africa. Io sono onorato ed entusiasta di contribuire con le relazioni esterne e la comunicazione alla affermazione non solo del marchio del mio natio borgo selvaggio, Pontassieve, in Italia e globalmente, ma anche degli altri marchi di vino del gruppo che in Europa hanno una discreta fama: mi riferisco alla California di Napa incarnata dai Cabernet di Robert Mondavi, alla AVA (la nostra doc) Walla Wall di Washington State con i vini rock di Charles Smith (Syrah e Riesling), nonché ai croccantissimi Sauvignon Blanc di Kim Crawford, dalla nuova Zelanda.

Ora si torna a casa dove vedo finalmente previsioni soleggiate, seppur con temperature gelide. Come qui in questi giorni. Pace, sempre meglio della pioggia che ci ha accompagnato per settimana e con la primavera che non potrà più essere poi tanto lontana.