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Il più è fatto ma il meno non finisce mai.

Quasi le 23. Sono nel mio lettino a casa dei miei. Le bambine dormono rumorosamente accanto a me. Due materassini di grandezza decrescente. Sono i giorni senza più la casa di San Francesco (che nostalgia!) e Bisarno non ancora pronto. Stiamo accelerando, anche se tutto sembra non finire mai e spuntano continuamente piccole finiture da completare, per non parlare delle spese e di qualche preoccupazione crescente. Il cantiere è un coacervo di nazionalità, religioni, stili, approcci. Predomina al solito un pessimismo fescennino. Provo a mantenere la rotta e un entusiasta ottimismo con me stesso, la famiglia e tutto il gruppo di lavoro. Ce la sto mettendo tutto e la sognante visione di qualche anno fa si è quasi incarnata in un progetto compiuto, malgrado tutto e tutti, concatenandosi in un libro concepito e pensato a Bisarno, in questo blog che mi racconta ormai da quasi due anni e una casa molto particolare che ci accoglierà. E questa per me è una gratificazione mentale molto forte. Manca solo questo ultimo maledetto miglio, che pare mai finire. Comunque: le finestre sono state installate, compreso lo splendido l’arcone a tre ante della cucina che guarda l’aia. Le imbiancature pressoché completate (un bianco burro con effetto bruscoloso), così come alcune pareti e dettagli in cartongesso, alcuni dei quali di grande suggestione, come la veletta a coprire l’armadio nel corridoio di camera e il timpano a contenere la futura libreria nella torre. Il soffitto della cucina, in travi e pianelle, è stato imbiancato in total white, ottenendo un certo effetto shabby chic. Le pareti della scala del piano terra sono state tutte tenute, dopo accurate stuccature, a facciavista. 
E domani si prevede una grande giornata per iniziare a definire il primo degli spazi esterni di Bisarno, l’aia. Intanto le susine sono buonissime, il ciliegio purtroppo l’abbiamo dovuto abbattere, le noci dei tre alberoni frondosi sono quasi mature mentre le giuggiole dei tanti giuggioli presenti diverranno frutti dopo agosto. Speriamo si possano gustare sotto un pergolato di uva matura e profumata.