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“Quindi Mozart viene a casa nostra?”. Scambio casa a Salisburgo.

Noi e Salisburgo alle spalle
Arrivando…non proprio un tragitto facile
Mignola sorridente (giusto in foto!)
Giochi nella neve a Faistenau
Primo piano di Matilde

Ultimo giorno del 2017. Siamo a Salisburgo in Austria. Scambio casa, modalità passport: ci siamo giocati un palloncino guadagnato dopo 5 scambi e questa volta non abbiamo obbligo di reciprocità – nessuno a casa nostra quindi – e chi ci ospita guadagna a sua volta un palloncino per andare ospite in altre case che aderiscono al programma.
La casa é una meravigliosa villa moderna sulle montagne della Stiria a pochi chilometri dalla fiabesca città di Mozart, con al suo interno anche una fantasmagorica sala cinema, dove ci stiamo deliziando di film Pixar tramite un nuovo account Netflix.

Siamo arrivati il 28 accompagnati da una violenta nevicata che ha reso il viaggio emozionante seppur decisamente stancante. Il 29 l’abbiamo trascorso a giocare sulla neve – alta, altissima – attorno casa per poi “inurbarci”, il 30 e il 31, oggi appunto, godendoci una fredda Salisburgo: Laura non aveva mai visto la città e credo le stia piacendo molto. “Domani andiamo nella casa di Mozart!” – ho esclamato ieri dopo aver a lungo decantato il genio, emerso già in tenera età, del musicista salisburghese alle bambine, per rendere loro la visita alla città più fruibile e divertente. “Quindi Mozart viene a casa nostra?”, ha risposto al volo la Mignola, credendo che anche con Mozart, e la sua famiglia, si fosse in modalità scambio casa, attività che la signorina gradisce particolarmente in quanto incontra dei bambini attraverso i loro giochi e la loro camera, imparando a conoscerli rispettando il loro ambiente e il loro mondo – esattamente come Matilde – quasi più che a casa propria. Negli anni – sono tre anni che aderiamo a home exchange – per un totale di 7 avventure meravigliose, sono tanti i bambini conosciuti indirettamente (alcuni anche direttamente il giorno dell’arrivo a destinazione o della partenza da casa nostra) da Costanza e Matilde: norvegesi, catalani, austriaci, francesi, olandesi, belgi…

Home exchange ha perfezionato la nostra attitudine al viaggio: ci ha permesso di vivere ancor più come dei locali del paese visitato, vivendo dentro le case vissute (e non in alienanti hotel), comprando il loro cibo nei loro negozi e gustando il loro vino, mangiando nei loro ristoranti preferiti e visitando aspetti meno noti e i luoghi segreti padroneggiati solo da chi ci vive. Ci ha permesso di viaggiare ancora di più, visto che i costi sono dimezzati. Ci sta aiutando nell’educazione alle bambine, aperte, curiose, rispettose verso il prossimo. Sta alimentando la mia grande passione per le case e le architetture: ho la possibilità di assorbire e vedere tanti aspetti che posso far rivivere a Bisarno: idee di arredo, commistioni di stili, contaminazioni, tutto con il fine (solo apparentemente contraddittorio) di restituire una Bisarno ancora più tipicizzata come fattoria toscana. Ci sta aprendo alla conoscenza di tante famiglie (non solo dei loro bambini) da tutta Europa (per adesso…), con le quali ci sentiamo anche a scambio concluso.

Non ultimo, viaggiare libera la mente dalle preoccupazioni. Il 2017 mi ha portato via una persona molto vicina e mi sta lasciando una sensazione di triste malinconia che, a un mese dall’accaduto, brucia sempre di più. La neve che ci ha accolto qua é stata come un abbraccio che non giudica e non fa pensare. Almeno per un po’. E senz’altro mi offre un po’ di salvagenti e di ancoraggi per le derive nere dei mie pensieri. La Laura mi urla che é tardi, che devo prepararmi. Oggi si va a visitare le famose miniere di sale di Salisburgo. Poi una non parca cena preparata in casa, un brindisi (probabilmente entro la mezzanotte, conoscendoci) e domani mattina, di buona lena per evitare il traffico e la prevista nevicata, si rivalicherá il Brennero in direzione Italia, Toscana, Pontassieve, casa. Nel mentre, valutando le nuove proposte di scambio casa che ci sono arrivate in questi giorni.