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Roccamare anno terzo e cielo terso.

Prova costume insuperata.
Dopo un anno, Roccamare: se esistesse un luogo in terra capace di pacificarmi, questo sarebbe la pineta di Roccamare col suo mare turchese e la sua spiaggia carezzata da una continua brezza che odora di mirto, ginepro e rosmarino. Oggi ho esercitato la mia sessione di panismo con una lunga corsa verso l’azzurro del mare, a pieni polmoni e occhi aperti (che bella sensazione dopo l’operazione lasik dello scorso anno) per finire lo scatto con un tuffo scomposto, adolescenziale e liberatorio nelle acque ancora fredde del giugno maremmano. La mia falcata ancora non è finita: la casa di San Francesco ci manca e non è facile gestire l’abbandono, Bisarno non è ancora completato, le spese incombono ma ogni tanto basta sapersi fermare per riprogrammare con maggiore lucidità una ripartenza ancora più fluida.