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Rossella

Fuori sibila il vento. Le bambine dormono dopo aver lungamente lottato per strappare qualche ora in più di gioco. Io sono finalmente a letto. Strano effetto senza più le foto di noi quattro sopra la testiera. Trasloco in atto: ho dedicato la serata a inscatolare libri, e anche le foto, le poche che abbiamo stampato in questi dieci anni di fotografie digitali e che erano appunto attaccate sopra le nostre teste creando colore e atmosfera. Oggi é stata una giornata che ha fatto di tutto per contraddire la pratica dell’ottimismo che mi ero promesso di esercitare nei post precedenti. Del resto, oggi sono mancate soltanto le bibliche rane piovute dal cielo, poi non c’eravamo fatti mancare niente. Di primo mattino ci siamo accorti di una scomparsa di ballini dal cantiere: un furto di materiale. Poi, la ruspa si é rotta al primo colpo di benna, impedendo il programmato scavo per le fosse biologiche. A stretta successione di eventi nefasti mi ha chiamato il cartongessista, atteso come un messia a fare le coibentazioni, per dirmi ahilui di aver contratto la rosolia e di dover rinviare di un’altra settimana i lavori. Infine, a metà giornata si é levato un gelido tramontano (con annesso crollo termico) – una vera tempesta eolica con raffiche violentissime – che ha impedito di proseguire i lavori in facciata. “Domani é un altro giorno” diceva qualcuna dal presente ben più complicato e col futuro assai più incerto del mio. Prendiamo spunto da lei e proviamo a dormirci sopra.