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Scavi (interiori e no) e prospettive (architettoniche e no).

Luglio è finito e siamo ormai scivolati nei caldi giorni di agosto. Bisarno è invaso da erbe, piccioni, gattini e insetti di ogni tipo, in dominanza fastidiose zanzare. Non siamo più a pieno organico, per molti sono iniziate le ferie o i ritorni nelle proprie  regioni e quindi non ci sono più i ritmi folli del mese scorso e il caldo sembra quasi creare una atmosfera ovattata e fuori dal tempo. Lo scorso fine settimana abbiamo compiuto un lavorone: lo scavo e gli interramenti dei corrugati per i fili della luce e del telefono, a oggi orribilmente aggrappati direttamente alla nostra facciata quest’ultimi e ancorati in un traliccio di cemento ficcato in mezzo all’aia i primi. Scavi, inserimento dei pozzetti, passaggio dei corrugati e successiva copertura del terriccio smosso. Realizzazione di un casottino affiancato al porcile per contenere il contatore. 
La compagnia è “picciola” ma ben assemblata: abbiamo la fortuna di avere un vicino splendido, una persona deliziosa ed estremamente competente che possiede e sa manovrare i trattori per gli scavi e sta dando un enorme aiuto, anche di presenza ed entusiasmo, a tutta Bisarno. Ci sono i patres, che vigilano, sorvegliano, agiscono e contribuiscono ognuno con le proprie possibilità e abilità C’è un muratore che è un artista e che gestisce ogni aspetto di ripristino murario con sensibilità storica. Un geometra “architettoso” e perito in mille scibili vigila che tutto sia fatto a norma e che il bello ci sia in ogni recupero, e che sia un bello funzionale. C’è la ditta, composta soprattutto da persone, ognuna con la proroga marcata personalità, che sta rifacendo i tetti. I ponteggisti. Le varie professionalità di volta in volta attivate (quante spese ahinoi), la divinità così spesso imprecata. Poi c’è l’architetto, che conosco per lo splendido lavoro della casa attuale in cui vivo e di cui mi fido, con cui stiamo costruendo il progetto Bisarno (chiamato ormai dai miei amici per prendermi in giro Trisarno, Tetrarno, finanche Pentarno) credo con scelte coraggiose e non troppo convenzionali, che ne manterranno la storicità, quel giorno perso nell’orizzonte in cui sarà terminato, ma con un flair di contemporaneità. 

Le mie scarpe hanno ceduto e io le ho raffazzonate in qualche modo.

Il canale per i tubi.

La casottina per il contatore della luce (quasi sprecato!)