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Tel Aviv

Io e Giovanni sul lungomare

Dopo un risveglio all’alba e una infinita e scrupolosa catena di controlli, siamo qui al Ben Gurion, aeroporto di Tel Aviv, in attesa dell’imbarco del volo verso Istanbul e poi Bologna e, poi, casa.

É un rientro sereno, dopo giorni intensi e molto belli. Ieri é stata una giornata massacrante, con due eventi consecutivi fra pizza e vino, a portare, preparare, parlare, di uno spaccato di italianità in Medio Oriente, in questa città che ci ha accolto da subito: frenetica, caotica, contraddittoria e piena di colori e profumi.

Passeggiando nel porto di Jaffa

Non é stato complicato far passare il concetto italiano del gusto di stare insieme, con cui raccontiamo e promuoviamo Ruffino, in una terra sincretica e a suo modo inclusiva che ha visto incontrarsi (e spesso purtroppo anche scontrarsi) e culture e religioni e popoli nella sua storia millenaria. Il Medio Oriente é una zona che sento particolarmente vicina e affina al mio modo di essere e vivere la vita. Sono bastati pochi giorni, e pochissime occasioni sottratte ai ritmi di lavoro, per immergermi fra le coloratissime e saporitissime meze al mercato di Carmel, accecarmi di luce e storia fra le vecchie case in tufo del porto di Jaffa, capire la voglia di una identità comune di Israele, uno stato nuovissimo, nel Museo di Arte Moderna.