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La pioggia e il gatto Arancino

Pioggia oggi. Pioggia ieri. Pioggia ieri l’altro, di domenica. E pioggia anche domani. Poi, con giugno oramai alle porte e con la primavera, quella che ci piace, dei 22-24 gradi soleggiati, probabilmente ormai andata senza mai mostrarsi, dovrebbero arrivare il sole e le alte temperature. E la nostra vita procede con le stesse attese: di un sole placido che ci asciughi da un autunno duro, un inverno durissimo e da una primavera molto incerta e bagnata.

La pioggia che sta battendo in questi giorni, accompagnata da temperature comunque primaverili, ha permesso alla natura attorno casa di esplodere: domenica sono riuscito a raccogliere dei carciofi, i primi della mia carciofaia che, uniti a fave ormai gigantesche, lunghe quasi due mani unite, ha costituito la base per una mondiale pasta con le fave e i carciofi, con la quale – insieme alla nostra salvia fritta – anche questa enorme – abbiamo dato il benvenuto a degli amici di Genoa (visto il tifo, sono sicuro che preferiscono che chiami così la loro città, belin!) venuti in visita a Bisarno.

Sono uscite anche le prime zucchine e relativi fiori, mentre le altre mie grandi passioni, i pomodori, i basilici e i peperoncini, stanno ancora un po’ subendo il ritardo di stagione ma, tutto sommato, resistono, in attesa del sole ubertoso: proprio come noi.

E in questa lenta rinascita il rapporto col gatto Arancino, Orange per gli amici, Scianchi per altri (abbreviazione di sciancato: cammina un po’ zoppo perchè probabilmente si è spezzato una zampetta) si è fatto più evoluto. Ormai è il quinto membro della famiglia: si cappotta per farsi coccolare, ci accoglie miagolando quando rientriamo, ci segue fiduciosi in ogni nostro spostamento e, da qualche giorno, stiamo lentamente provando a farlo entrare in casa. E lui gradisce, eccome…