Castelluzzo, Macari e Scopello

Il viaggio verso Castelluzzo, provincia di Trapani ed estrema propaggine occidentale dell’isola, fila liscio. Pancino pieno, entusiasmo alle stelle e in poco meno di due ore arriviamo a Baglio Poma, avamposto country nella strepitosa costa trapanese.

Il Baglio, che ci accoglierà per 5 splendidi giorni, è perfettamente curato nel suo aspetto rustico, fra maioliche, pietre a vista, stuccature grasse, fiori, mirto, agrumi, pergole, profumi inebrianti.

Avevo vissuto queste coste nel 1992, trent’anni fa, coi miei genitori, e rivedere gli stessi luoghi mi ha provocato davvero forti emozioni.

I giorni a Castelluzzo sono stati esclusivamente di mare. Un mare vissuto, carnale, quasi sempre di scoglio e ghiaia, sempre cristallino, ricco di pesci (abbiamo visto anche una stella marina), con terre rosse che si gettavano a mare con stupefacenti giochi di colore. Da rimanere tutto il giorno col salmastro addosso dopo lunghe immersioni con la maschera fra gli anfratti e le calette.

Le nostre spiagge di riferimento, se così si può dire, sono state quelle davanti a Macari, paesino ora noto a tutti per la fiction televisiva: l’ampissima e prevalentemente sabbiosa Santa Margherita; la ciottolosa – nonchè la mia preferita – Isulidda, così chiamata perché ha di fronte a sé una isoletta di scoglio che emerge dal mare e che è stato sublime raggiungere a nuoto con Costanza; e il Bue Marino, dove ci siamo fatti un commovente bagno nostalgico al tramonto. Dico commovente perchè il sole scivolava dentro il mare regalando colori unici ed era esattamente la spiaggia vissuta dai miei genitori trenta anni prima.

Abbiamo evitato San Vito per il troppo caos e abbiamo invece visitato Scopello, sull’altro fronte, compresa visita alla Tonnara dei Florio (dei quali parlerò più avanti): che posto! E bagno davanti ai faraglioni!

Una nota di merito anche alla città di Trapani: spettacolare, intarsiata di viuzze storiche che si alternano a vie eleganti e piazze che si concludono sul mare cristallino. Ci siamo anche goduti una ottima cena nel quartiere ebraico, alla Cantina Siciliana, una “bettola” con accezione positiva, arredata con gusto siciliano fra pupi, pigne e arredi da lupi di mare. I crudi di gambero rosso, il pesce spada impanato, la cassata, il vino bianco da uve Zibibbo e Grillo…Top, direbbe un nostro amico.

Ah, una nota speciale per le gastronomie (forse le dovrei chiamare bottegucce, negozi di alimentari, perchè l’understatement che domina è antico) e le pasticcerie di Castelluzzo. Uno spettacolo trovare formaggi appena fatti, melanzane alla parmigiana, gli arancini, il godurioso pane cunzato, il rituale dei cannoli riempiti al momento, la deliziosa genovese (pasta frolla ripiena di ricotta, forse a oggi il mio dolce preferito siciliano, se penso alla ricotta calda…), i croccanti poponi bianchi, le caponate, le olive sott’olio. Tutto buonissimo, venduto sempre con una gentilezza accogliente e sempre gustato nella pergola fronzuta del nostro Baglio Poma insieme a del buon vino locale.

Torneremo, e non fra 30 anni! Grazie!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.