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Aperture e vecchi pavimenti.

Ed ecco arrivata anche l’influenza, nel pieno di un fine settimana lavorativo e al culmine di esautoranti giornate in ufficio per portare a termine un progetto editoriale che dovrebbe essere stampato ad aprile. Tutto sommato, la tempistica dei miei moccichi, tosse, mal di gola e dolori vari non é sbagliatissima, se non fosse che l’intera famiglia é un lazzaretto (“fai pochi versi e scendi ad aiutare”). Sopratutto, sono finiti i tempi in cui un po’ di febbre equivaleva a una dose addizionale di coccole nonnesche, mammesche e ziesche. Ora non conviene davvero più ammalarsi…
I lavori al Bisarno continuano a buon ritmo: sono stati ormai rimossi tutti gli intonaci e la casa é riemersa in un gruviera di aperture occultate, vecchie porte, precedenti finestre (espressione di secoli di stratificate scelte abitative) che ampliano a dismisura le mie visioni architettoniche. Mi vengono un sacco di idee! Intanto, un primo aspetto da inserire a progetto è la razionalizzazione delle aperture che serviranno da porte di ingresso alla casa. Bisarno consta di quattro moduli, tre addizionati nel tempo (fra l’Ottocento e il primo Novecento) al modulo centrale della casa torre di epoca medievale. Due dei piani fungevano da stalle, il terzo forse da rimessa. Ogni modulo al piano terra aveva la sua porta. La soluzione adottata sarà di ridurre a due gli ingressi, uno principale e uno secondario, nei due moduli esterni. Le due porti nei moduli centrali diverranno finestroni, creando un effetto a doppia finestra per modulo molto “industrial” e luminoso. L’ingresso secondario sarà una vera e propria porta carraia ripristinata (la porta che permetteva l’accesso anche al carro, oltre che alle bestie: larga e con un ampio arco a regalare un continuo dialogo con l’aia davanti e il fienile dirimpetto.
Un altro aspetto curioso emerso é la presenza, sotto due livelli di impiantito dei moduli stalla, di un vecchissimo lastricato in pietra. Qui le ipotesi sono due: o si tratta dello spazio esterno risalente ai tempi in cui c’era solo la casa torre oppure del lastricato delle stalle. Altro pavimento emerso è un cotto storico al piano terra della casa torre (l’antica cucina), che abbiamo cercato di recuperare senza rompere. Ora, dalla prossima settimana si comincia a fare sul serio: arriveranno i ponteggisti e installeranno i ponteggi per il rifacimento dei tetti e delle facciate, una serie di lavori che dovrebbe impegnarci per almeno quattro mesi e condurci dai freddi ultimi giorni invernali ai caldi afosi dell’estate.


Un vecchio lastricato emerso sotto il pavimento.


Cotto storico sotto un altro pavimento.