Prendersi cura. Il croco di zafferano.

Stamani, come ogni giorno, sono sceso nell’orto. Molto presto, la luce era ancora fioca, le altre dormicchiavano (è pur sempre domenica, con l’orologio anche spostato indietro), la nebbia umida bella presente. Mi piacciono gli odori del bagnaticcio, il calpestio delle foglie e della terra, quei silenzi intervallati da qualche uccello spaventato che si alza in volo e dai gatti che mi spiano lontani ma vicino. E arrivato alla vasca degli zafferani, sono stato immediatamente rapito dal primo, primissimo fiore di zafferano spuntato! Che emozione! Un fiore bellissimo, eretto, con le foglie viola venate di sfumature più tenui sempre violacee, e tre pistilli rossi all’interno di questo bel fiore.

Ho iniziato la coltivazione dei crochi quasi per gioco, spronato da una amica. Avevo dedicato loro una delle vasche dell’orto, per vasche intendo una porzione di terra delimitate da dei marciapiedi di cemento (ne ho due, una per le fragole e una, da ora in poi, per gli zafferani). A questa coltura mi ci ero prestato grazie alla dritta di una amica e con tutte le migliori attenzioni e tutte le cure: vangato il terreno, concimato, rimosso il terreno che subito qui tende a fare croste, atteso con pazienza, espiantato le erbacce che fanno sempre dannare. E, quando già da un pezzo ricevevo foto di fiori meravigliosi, pistilli rosso fuoco, già essiccati, addirittura dosi per fare il risotto, ecco, finalmente, il primo di una lunga serie – speriamo! – di fiori di zafferano.

La natura mi insegna, anzi, mi conferma, quanto sia gratificante, riempiente, essenziale, il prendersi cura. E’ un esercizio fisico che appaga mentalmente. E che ripaga sempre bene. Attorno al prendersi cura danzano parole altrettanto magiche: la consuetudine, il reiterare gesti, le premure, che aiutano a generare, a creare. A portare bellezza.

Ho raccolto il fiore, “appena spuntano vanno presi” dicono gli esperti, tolto i 3 pistilli. Messi a seccare. E poi sono tornato nei campi. Ho mangiato dei corbezzoli, delle palline rosso fuoco succose e gustosissime. Raccolto i melograni. Le ultime noci. Spazzato e rastrellato le foglie. Poi sono tornato in casa, dove le altre stavano facendo colazione.

Mi unisco a loro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.