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Sotto la pergola un venerdi sera.

Ci sono dei giochi di incastri in questa immagine…

E’ la prima serata afosa di questa fine primavera che, dopo aver saputo di autunno piovoso, ha repentinamente virato al bello umido e soleggiato, anticipando l’estate.

Meglio comunque il caldo delle continue pioggie. E stasera mi godo una delle prime lunghe serate in giardino. Abbiamo una amica della Matilde a cena e a dormire, la Mignola da mia mamma, e noi, dopo aver mangiato un succoso barbecue, e assecondato il cammino verso il letto delle bambine, ci siamo insediati sotto la pergola.

Musica, qualche lettura, e io che ne ho approfittato per portare avanti il lavoro, concentrandomi su una presentazione per dei meeting coi capi d’oltreoceano previsti da metà della prossima settimana. E, visto che back office ne potrò fare poco nei prossimi giorni, ne approfitto per questa sessione addizionale e defatigante di lavoro a casa, mentre il maestro Franco Battiato zufola le sue parole magiche dalle casse montate sulla pergola. Una situazione per niente malvagia, se non fosse per le mie cosce nude aggredite dalle zanzare e che si appiccicano alla sedie facendomi imprecare ogni volta.

E mentre scrivo mi si è riaperta una galla piena di pus, retaggio delle mie zappate in campo. E oggi non sono riuscito neanche a tagliare l’erba, che sta crescendo a gran velocità. Ma stamani mattina mi sono proprio realizzato cogliendo i primi carciofi e i fiori di zucca, con zucchine, della stagione.

L’orto comincia a dare, finalmente! Si comincia anche a vedere qualche sparuto pomodoro verde…

Domani mi aspetta una giornata piena, pur essendo sabato, fra visite ospedaliere e tanti lavoretti che mi attendono a bassa quota, chino nei miei campetti, osservato dal ghigno beffardo dei due spaventapasseri e del mio gatto Arancino, sempre a me vicini.

Mi accorgo di avere “fame”, di non voler più sprecare niente, di essere sanamente aggressivo verso la vita…